Nei preventivi gli enti devono prevedere PDF Stampa E-mail

... la tutela retributiva e l'elemento perequativo una tantum
Le amministrazioni pubbliche, comprese Regioni ed enti locali, devono prevedere nei propri bilanci preventivi del 2019 e del triennio 2019/2021 un aumento del costo del personale. Questo incremento è dovuto all'applicazione delle seguenti disposizioni della legge di bilancio: la tutela retributiva nelle more della stipula dei contratti nazionali e la conferma per l'intero anno dell'elemento perequativo una tantum introdotto dai contratti collettivi nazionali di lavoro del triennio 2016/2018. Entrambi i compensi, la tutela retributiva e l'elemento perequativo una tantum, saranno riassorbiti con gli incrementi disposti dal nuovo contratto nazionale del triennio 2019/2021. É quanto prevede la proposta di legge di bilancio, che riprende le indicazioni contenute nell'articolo 47-bis del Dlgs 165/2001 e negli ultimi contratti collettivi nazionali di lavoro. Questi oneri vanno in deroga al tetto di spesa del personale in quanto sono assimilati ai maggiori costi derivanti dai rinnovi contrattuali.
Tutela retributiva
Il Dlgs 165/2001 e i contratti collettivi nazionali di lavoro dispongono che, in caso di mancata stipula dei contratti nazionali, venga corrisposta un compenso denominato «tutela retributiva», sostanzialmente una indennità per la vacanza contrattuale, cioè un anticipo sui futuri miglioramenti. L’incremento viene quantificato, a decorrere dal mese di aprile nel 30% del tasso di inflazione calcolato con il metodo Ipca e a partire dal mese di giugno nel 50% di quel tasso che, allo scorso mese di settembre, è stato calcolato nello 1,5%, per cui gli aumenti contrattuali dovrebbero essere pari allo 0,45% a decorrere dal mese di aprile e allo 0,75% a decorrere da giugno.
La legge di bilancio stabilisce, ritoccando le previsioni legislative e contrattuali, che questi incrementi siano pari allo 0,42% dallo 1° aprile 2019 e allo 0,7% a decorrere dallo 1° luglio. Si deve evidenziare che non viene assunto come punto di riferimento il monte salari del 2017, ma gli stipendi tabellari, quindi una cifra più bassa. Per cui le amministrazioni devono prevedere questi oneri aggiuntivi nei propri bilanci preventivi; si può ritenere che siamo in presenza per il 2018 di incrementi nell'ordine dello 0,45% del monte salari 2017 per il 2019 e dello 0,6% a decorrere dal 2020.
Elemento perequativo una tantum
Le amministrazioni dovranno continuare ad erogare permanentemente o, meglio, fino alla entrata in vigore del nuovo contratto nazionale, e a decorrere dal 1° gennaio 2019 l'elemento perequativo una tantum, cioè la forma di tutela introdotta dagli ultimi contratti nazionali per preservare gli effetti determinati dal cosiddetto bonus fiscale degli 80 euro mensili. Anche in questo caso si determinano oneri aggiuntivi rispetto alla spesa per il personale del 2018, stante che in questo anno il compenso viene erogato solamente per 10 mesi, da marzo a dicembre.
Gli oneri aggiuntivi determinati dalla introduzione di questa disposizione possono essere stimati nello 0,1% del monte salari 2017.

 

Link consigliati

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Abarto SEO SEO
Adami Mementa SEO hjemmeside