Fondo risorse decentrate PDF Stampa E-mail

... quali passaggi per la costituzione?
Adesso non esistono più scuse. Dopo la delibera n. 19/2018 della sezione Autonomie della Corte dei conti gli enti possono procedere a costituire definitivamente il fondo delle risorse decentrate per l'anno 2018. I magistrati contabili hanno chiuso la questione, confermando l'esclusione dai limiti sul trattamento accessorio per gli incrementi contrattuali riferiti ai differenziali delle progressioni orizzontali e degli 83,20 euro a dipendente presente al 31 dicembre 2015. Anche se l'aumento del fondo è previsto solo a decorrere dal 2019, il chiarimento è fondamentale in quanto il disciplinare le nuove indennità in sede già di contrattazione 2018 comporta la necessaria verifica rispetto agli equilibri anche dei fondi futuri. Poter quindi contare su un importo che comunque andrà stanziato - e che ora sappiamo essere fuori dal limite disposto dall'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017 - permetterà alle amministrazioni e ai sindacati di ragionare con più serenità sui nuovi compensi quali l'indennità di condizioni lavoro e le due indennità per la polizia locale.

La costituzione del Fondo
Il passo iniziale, però, è quello di costituire il fondo, presupposto di qualsiasi successiva azione. Avendo ora a disposizione l'importante parere della sezione Autonomie ripercorriamo le fasi previste all'articolo 67 del contratto 21 maggio 2018.
Il primo aggregato è formato dal consolidamento delle risorse stabili dell'anno 2017. Partendo da questo valore gli enti con la dirigenza dovranno poi sottrarre quanto è stato destinato nel 2017 alle posizioni organizzative. Il contratto prevede che in questo importo consolidato confluisca altresì la somma annuale pari allo 0,20% del monte salari 2001. Questa potrebbe rappresentare ancora l'unica criticità in materia di quantificazione delle risorse in quanto l'Aran ha precisato che gli enti che non hanno mai stanziato l’importo in passato non possono ritrovarselo ora

Le risorse stabili
Il comma 2 dell'articolo 67 individua poi quelle che sono le risorse stabili che potranno confluire nel fondo. Va ricordato che la retribuzione individuale di anzianità dei dipendenti cessati entrerà da ora in poi tra le somme disponibili solo a decorrere dall'anno successivo: per la quota annua, in parte stabile, mentre per la quota dei mesi risparmiati nell'anno precedente, in parte variabile. In questa sezione trovano poi spazio le somme riferite al trasferimento di funzioni sia su base volontaria (ad esempio il caso dei trasferimenti da e per l'unione), ma anche quando previste da disposizioni di legge come ad esempio il caso delle province e città metropolitane. Andrà poi riportato anche il differenziale delle progressioni orizzontali che, sulla base della deliberazione, sono appunto esclusi dal tetto dell'anno 2016. Nella parte stabile, ma solo dal 2019, andranno anche stanziati gli 83,20 euro a dipendente presente al 31 dicembre 2015.
A questo punto, gli enti, valuteranno se integrare le risorse anche secondo l'articolo 67, comma 3, del contratto 21 maggio 2018, che discipline tutte le casistiche di incremento variabile. Si tratta di somme non obbligatorie ed eventuali, per le quali vi sono precise regole da rispettare. Prima di tutto quelle riferite al rispetto di tutti i parametri di virtuosità (pareggio di bilancio, spese di personale eccetera) come previsto dall'articolo 40, comma 3-quienquies, del Dlgs 165/2001 e poi anche quelle delle singole voci del contratto.

 

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