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Contrattazione – Eliminazione categoria accesso D3 – Istruzioni operative ARAN

Dal 22 maggio 2018 le dotazioni organiche di regioni ed enti locali possono prevedere solo profili di categoria D e, pertanto, d’ora in poi si potrà assumere solo con posizione iniziale D1. Viene, tuttavia, salvaguardata la posizione dei dipendenti già in D3 che manterranno profilo e retribuzione in godimento. Sono queste, in sintesi, le conclusioni ricavabili dal parere dell'ARAN - protocollo n. 17688 del 21 novembre 2018 – con il quale viene spiegato cosa cambia all'interno della categoria D dopo le modifiche dell'art. 12 del CCNL del 21 maggio 2018. Se da una parte la disposizione è chiara nel sopprimere la posizione di accesso in D3, il parere fornisce indicazioni operative in merito alle “tutele” in favore del personale già inquadrato in detta posizione, nonché in riferimento:
-    alle procedure di accesso, in quanto il comma 9 fa salvi i procedimenti ancora in corso alla data di entrata in vigore del contratto;
-    allo scorrimento delle graduatorie esistenti di categoria D3 per assumere nella nuova categoria unica D.
Quanto, invece, ai dipendenti già inquadrati in categoria D3 - oltre a mantenere il profilo e la posizione in godimento – questi potranno partecipare alle procedure di mobilità svolte dagli altri enti anche se i posti saranno di categoria generica D.
Difatti, sottolinea l’Agenzia, a partire dal 21 maggio 2018, gli avvisi di mobilità potranno riguardare solo ed esclusivamente la generica categoria D, anche se in precedenza gli inquadramenti avvenivano direttamente con accessi in D3. A questi bandi potranno partecipare dipendenti di altre amministrazioni in possesso di profili con trattamento economico stipendiale, indistintamente, pari sia a D1 sia a D3 e, qualora il vincitore della procedura sarà un dipendente precedentemente inquadrato in D3, allo stesso sarà applicata la garanzia contrattuale. In questo caso, quindi, l'eventuale possesso dell'inquadramento in D3, rileva esclusivamente per la parte della posizione economica (orizzontale) da imputare al fondo delle risorse decentrate per la determinazione delle risorse da recuperare alle risorse stabili in caso di cessazione, a qualunque titolo, dal rapporto di lavoro.

Trasparenza, anticorruzione e privacy – Pubblicazione relazione annuale RPCT - Prorogato termine al 31 gennaio 2019

Con comunicato del Presidente del 21 novembre 2018, l’ANAC fa sapere che è stato prorogato al 31 gennaio 2019 il termine per la pubblicazione della Relazione annuale dei RPCT.
Al fine di consentire ai Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione dei Piani di prevenzione della corruzione e della trasparenza entro il 31 gennaio 2019, l’Autorità nazionale Anticorruzione ha prorogato alla medesima data il termine ultimo per la predisposizione e la pubblicazione della Relazione annuale dei RPCT.
In allegato al comunicato, inoltre, viene inoltre fornita la scheda per la relazione annuale del RPCT 2018.

Varie - Bilancio di previsione 2019/2021 - Differimento al 28 febbraio 2019 termine approvazione

La Direzione Centrale della Finanza Locale con comunicato del 26 novembre ha ufficializzato il differimento dal 31 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 del termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2019/2021 da parte degli enti locali.
Il Decreto del Ministro dell'interno è in corso di perfezionamento, e viene adottato d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, a seguito del parere favorevole reso dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali nella seduta del 22 novembre 2018, ai sensi dell'art. 151 del d.lgs. 267/2000 (TUEL), e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Varie - Adeguamento normativa su dispositivi protezione individuale (DPI) – Approvazione decreto

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 28 del 20 novembre 2018 ha esaminato la bozza di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio.
Il decreto modifica la normativa nazionale in materia di dispositivi di protezione individuale, in modo da renderla compatibile con il regolamento UE 2016/425. L’obiettivo è di semplificare e chiarire il quadro esistente per l’immissione sul mercato di tali dispositivi, nonché di migliorare la trasparenza, l’efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti.
In particolare, si tratta del necessario coordinamento con le disposizione generali in materia di mercato, sicurezza e conformità dei prodotti; dell’inclusione nell’ambito di applicazione della nuova disciplina di alcuni prodotti sul mercato che svolgono una funzione protettiva per l’utilizzatore, in precedenza invece esclusi; della maggiore responsabilizzazione di tutti gli operatori economici interessati; della semplificazione e l’adeguamento di alcuni requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle norme vigenti, secondo criteri di praticabilità e proporzionalità; della maggiore qualificazione dei requisiti da applicare alle autorità di notifica e agli altri organismi coinvolti nella valutazione, nella notifica e nella sorveglianza degli organismi notificati

                                      A cura di Roberto Loiacono

 

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