I sindacati chiedono all'Aran PDF Stampa E-mail

... l'interpretazione autentica su progressioni orizzontali, servizi esterni e fondo
Indennità di servizio esterno, progressioni orizzontali e costituzione del fondo. Sono questi i tre argomenti per i quali alcune importanti sigle sindacali hanno chiesto l'attivazione della procedura di interpretazione autenticaregolata dall'articolo 2, comma 7, del contratto 21 maggio 2018 delle Funzioni Locali. Non sembrano, infatti, essere piaciute le interpretazioni fornite in questi ultimi mesi dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni sulle modalità di applicative di alcune clausole contrattuali.
Indennità di servizio esterno
L'Aran, con parere n. 17583/2018 (ha affermato che l'indennità stabilita dall'articolo 56-quinques del nuovo contratto deve essere riconosciuta solo al personale della polizia locale che, continuativamente, e quindi, in maniera non saltuaria o occasionale, svolge effettivamente la propria prestazione lavorativa ordinaria in servizi esterni di vigilanza «in strada» e, nel caso in cui la prestazione lavorativa nei servizi esterni non copra la durata giornaliera lavorativa, l'indennità deve essere riproporzionata. Per le organizzazioni sindacali, l'orientamento interpretativo fornito dall'Aran diverge dalla disciplina contrattuale in quanto, questa lettura, riduce l'ambito applicativo della disposizione a un'unica fattispecie cioè quella del servizio di vigilanza «in strada», escludendo le altre tipologie di servizio esterno di vigilanza. Viene, inoltre, evidenziato come anche l'indicazione fornita dall'Agenzia sul riproporzionamento dell'indennità in esame nel caso in cui il servizio non copra la durata dell'intera giornata lavorativa è in contrasto con il disposto contrattuale il quale prevede, invece, una semplice «commisurazione in base alle giornate di effettivo svolgimento». Tutto ciò sta generato incertezza nella sottoscrizione degli accordi integrativi.
Consolidamento delle risorse per l'alta professionalità
L'Aran, con l'orientamento applicativo CFL7 e CFL15 (ha cercato di fornire delle indicazioni circa la portata dell'articolo 67, comma 1, del nuovo contratto nel parte in cui viene previsto che nell'unico importo consolidato (Iuc) delle risorse stabili confluisce anche l'importo annuale delle risorse di cui all'articolo 32, comma 7, del contratto 22 gennaio 2004 (pari allo 0,20% del monte salari dell'anno 2001, esclusa la quota relativa alla dirigenza), espressamente e tassativamente destinate alle «alte professionalità».
Per le sigle sindacali gli orientamenti applicativi forniti dall'Aran risultano controversi sia nell'ipotesi del mancato stanziamento delle risorse sia nella disciplina delle modalità di utilizzo delle risorse accantonate in applicazione dell'articolo 32, comma 7, del contratto 22 gennaio 2004, ove le stesse non siano state impiegate per il finanziamento dell'istituzione delle alte professionalità. L’incertezza, viene sottolineato nella nota inviata all'Aran, ha generato evidenti difficoltà operative.
I criteri per le progressioni economiche
Viene, infine, evidenziata la necessità di giungere a un'interpretazione autentica sulla portata applicativa della disciplina delle progressioni economiche disciplinate all'articolo 16, comma 3, del nuovo contratto.
In particolare, la parte in cui è previsto che oltre che alle risultanze della valutazione della performance individuale del triennio che precede l'anno in cui si attiva l'istituto, si possa “eventualmente” tenere conto, tra gli altri criteri, dell'esperienza maturata negli ambiti professionali di riferimento nonché delle competenze acquisite e certificate a seguito del processi formativi.
L'interpretazione autentica potrebbe evitare il diffondersi di un'interpretazione della norma che porterebbe a ritenere la previsione di tali criteri aggiuntivi rispetto agli esiti della valutazione della performance, come facoltà rimessa in via unilaterale ad autonome determinazioni degli enti.
Conclusioni
Chissà se l'Aran raccoglierà l'invito delle sigle sindacali. In circa ventitré anni di contrattazione, le interpretazioni autentiche alle clausole contrattuali si possono davvero contare sul palmo di una mano. L'Aran ha sempre ritenuto (parere RAL736) che l'interpretazione autentica trova applicazione solo in presenza di un reale conflitto sulla interpretazione delle clausole contrattuali, che è cosa ben diversa dell'esistenza di semplici difficoltà di lettura e dubbi interpretativi, presupponendo l'esistenza di un vero e proprio contenzioso generalizzato nel comparto, con ricorso anche ad azioni e ad eventuali azioni giudiziarie.

 

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