Apertura della Corte dei conti PDF Stampa E-mail

... sui proventi del codice della strada e sulla rivalutazione dello straordinario
Con il decreto legge semplificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 e in vigore dal 15 dicembre 2018, gli enti locali potranno inserire le risorse supplementari che, pur indicate nella dichiarazione congiunta n. 5 del contratto 21 maggio 2018, sono state stoppate da una interpretazione restrittiva dei giudici contabili). A questa apertura si aggiunge ora, con la remissione della questione di massima alla Sezione delle Autonomie, sia una possibile destinazione neutra dei proventi del codice della strada (articolo 208), ossia al di fuori dei limiti di crescita del salario accessorio, da poter destinare al fondo decentrato o a maggiore straordinario, sia la richiesta di una rivalutazione degli importi dello straordinario fermi al 1999 e mai rivalutati con i contratti collettivi succedutesi nel tempo. Queste indicazioni sono contenute nella deliberazione della Corte dei conti della Lombardia n. 334.
Proventi del Codece della strada destinati a straordinari o al fondo
Mentre sino a oggi la magistratura contabile ha ritenuto esclusa la possibilità di destinazione dei proventi del codice della strada alla remunerazione dello straordinario, l'articolo 56-quater del contratto 21 maggio 2018 Funzioni Locali ha inserito un vincolo di destinazione dei proventi, tra l'altro, all'erogazione di «incentivi monetari» al personale della Polizia locale.
Ciò permetterebbe la loro possibile destinazione anche alla remunerazione di mere ore di lavoro straordinario. Di qui la questione di massima rimessa alla Sezione delle Autonomie. Al fuori dell'ipotesi dello straordinario, resta da verificare se la destinazione di questi proventi, a incremento del fondo del salario accessorio del personale, sia soggetto o meno al limite della crescita dei fondi stabilito dall'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017 (importo non superiore a quello stanziato nel 2016). Secondo il collegio contabile, l'evoluzione delle disposizioni interpretative ha a oggi stabilito che non risultano assoggettabili ai limiti del salario accessorio, considerandoli tra le risorse escluse del fondo decentrato, le voci disposte da specifiche disposizioni di legge che gravano su risorse autonome e predeterminate del bilancio e che individuano, altresì, un limite finanziario massimo che ne impedisce l'incontrollata espansione. Anche i proventi del codice della strada si inseriscono in questo ambito di operatività, in quanto previsti da specifica disposizione di legge, destinabili a una predeterminata categoria di dipendenti, auto finanziabili e, soggetti a un limite finanziario complessivo con neutralità nel bilancio dell'ente locale. In riferimento alla neutralità finanziaria, secondo il collegio contabile si può considerare quali incentivi esclusi solo quelli effettivamente riscossi e non quelli accertati. Su questa esclusione dei proventi, da destinare a salario accessorio dai limiti di finanza pubblica, i giudici contabili lombardi invocano l'ausilio di una specifica pronuncia della Sezione delle Autonomie.
Straordinari e rinnovi contrattuali
Gli ultimi interventi dei giudici contabili hanno escluso che le risorse derivanti dai rinnovi contrattuali fossero soggette ai limiti di crescita del salario accessorio, in quanto si tratta di risorse finanziarie già inserite nei quadri di finanza pubblica (Sezione Autonomie deliberazione n. 19/2018). In modo non dissimile sono stati ritenuti esclusi dalla spesa del 2018 anche i rinnovi contrattuali per assunzioni flessibili, il cui punto di riferimento è ancorato all'anno 2009, al fine di avere omogeneità di dati di raffronto (Corte Abruzzo, deliberazione n. 121/2018). D'altra parte, gli stessi limiti della spesa del personale complessiva (articolo 1, comma 557, legge 296/2006) tiene conto, in sede di raffronto, della componente del rinnovo contrattuale che va esclusa. Si tratta, infatti, di oneri non dipendenti dalla volontà dell'ente interessato ma dalla stipula dei rinnovi del contratto collettivo nazionale. Il collegio contabile ritiene, pertanto, opportuno che la Sezione delle Autonomie si pronunci nel valutare se il costo dell'ora di lavoro straordinario possa essere depurato ai fini del rispetto dell'ammontare massimo annuo del pertinente fondo dell'incremento di costo avente fonte nei rinnovi dei contratti collettivi nazionali medio tempore intervenuti. Ovvero, in sede di raffronto, verificare se sia possibile incrementare le percentuali di aumento derivanti dai rinnovi contrattuali intervenuti fra il 1998 al 2016 e, successivamente, correggere il nuovo valore dell'anno 2018 incrementandolo della parte dell'ultimo rinnovo contrattuale.

 

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