Il turnover si allarga a 5 anni PDF Stampa E-mail

... pioggia di percentuali sui calcoli
Pian piano il contratto nazionale delle funzioni locali togli i veli e mostra la sua effettiva portata. In questo contesto, un ruolo chiave è ricoperto dall’Aran che in questi giorni risponde a tempo pieno ai quesiti delle amministrazioni locali. Questa volta, l’importante chiarimenti riguarda le modalità applicative dell’articolo 67, comma 2, lettera a) del contratto del 21 maggio 2018. La disposizione stabilisce che dal 31 dicembre 2018 e a valere dall’anno 2019 il fondo per le risorse decentrate sia incrementato di un importo pari a 83,2 euro per ogni unità di personale presente al 31 dicembre 2015, destinataria dello stesso contratto. I dubbi applicativi, sorti immediatamente dalla lettura del testo definitivo del contratto, erano stati accantonati, vista la decorrenza al 2019. Oggi i problemi non sono più rinviabili ed ecco l’intervento dell’Aran.
Il chiarimento dell'Aran
Un Comune si interroga su come si devono quantificare i soggetti da considerare «unità di personale» destinatarie del contratto. Un primo chiarimento era già intervenuto con il parere Aran prot. 15354/2018, dove dal calcolo erano stati esclusi il personale in comando, distacco, assegnazione temporanea, utilizzo a tempo parziale e istituti analoghi. Quale motivazione, l’Agenzia scriveva che in caso contrario si sarebbe arrivati a incrementare le risorse del fondo in maniera stabile e permanente, a fronte di personale solo temporaneamente utilizzato dall’ente. Ovviamente questi soggetti sono computati dall’ente dal quale dipendono giuridicamente. Così si evita il doppio conteggio. Sorgeva allora spontanea la domanda posta ora dal Comune: se questo è il perimetro entro il quale muoversi, nelle «unità di personale» vanno computati i dipendenti al 31 dicembre 2015 con contratto a tempo determinato? E il personale a part-time deve essere conteggiato in relazione all’impegno lavorativo oppure per intero? L’Aran risponde a questi dubbi con il parere prot. 1650/2019. Viene affermato che, come soggetti destinatari del contratto nazionale, anche i dipendenti a termine, se presenti alla fine del 2015, sono da considerarsi ai fini dell’incremento del fondo. L’Agenzia chiarisce anche che sono da conteggiare i soggetti con contratto di lavoro subordinato in base al comma 557 della legge 311/2004, vale a dire i rapporti che possono essere stipulati dagli enti locali con meno di 5mila abitanti con dipendenti di altre pubbliche amministrazioni, anche se questi ultimi mantengono un contratto di lavoro a tempo pieno.
Posizione poco lineare
La posizione dell’Aran non sembra molto lineare: nel parere del settembre 2018 si affermava che non è possibile considerare il dipendente in comando in quanto utilizzato solo temporaneamente, mentre oggi sostiene che va conteggiato il personale a termine; a settembre si affermava che il lavoratore in comando non va conteggiato perchè già considerato dall’ente da cui dipende giuridicamente; oggi si sostiene che si computano anche i dipendenti a termine previsti dal comma 557 della legge 311/2004, sicuramente già computati dall’ente da cui dipendono a tempo pieno.
In relazione ai lavoratori part-time, l’Aran sostiene che sono da considerare per intero. La motivazione consiste nella possibilità dei dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale di richiedere sempre la trasformazione a tempo pieno. Anche in questo caso la motivazione lascia un po’ perplessi.

 

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