Divieto di «familismo» nei concorsi PDF Stampa E-mail

... anche la convivenza di fatto tra le incompatibilità
Con la sentenza n. 350/2019, il Tar Toscana si è occupato del fenomeno del «familismo concorsuale», ritenendo costituzionalmente valida una interpretazione agganciata alla normativa sulla incompatibilità alla partecipazione a concorsi per docente universitario, non solo per i coniugi di rettori e di altre cariche degli atenei, ma anche per i conviventi di fatto. Il Tar sposa quindi la progressiva

equiparazione riposta dal legislatore tra il rapporto basato sul matrimonio e la convivenza di fatto.
Le incompatibilità letterali
Un ateneo ha dichiarato idonea alla chiamata come professore associato la convivente di un docente del medesimo dipartimento. La circostanza era ben nota in università trattandosi di un rapporto di convivenza stabile, consolidato e di lunga data, da cui erano peraltro nati tre figli. La vigente normativa sul reclutamento dei docenti universitari prescrive che ai procedimenti selettivi non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità con un docente del dipartimento che effettua la chiamata. Il ricorrente ha chiesto l'applicazione della normativa alla convivenza di fatto, in subordine invocando l'incostituzionalità della disposizione, qualora diversamente interpretata. L'ateneo resisteva affermando invece che l'assenza di una disposizione precisa non può essere colmata in via deduttiva se disciplina limitazioni di diritti.
Il diritto vivente
Rigettati i rilievi di incostituzionalità, il Tar ha ritenuto che l'applicazione del regime di incompatibilità alla convivenza equiparabile al matrimonio è conseguenza della evoluzione prima giurisprudenziale, poi legislativa. A ben vedere le convivenze di fatto sono oggi destinatarie di disposizioni che attribuiscono ai conviventi precisi diritti e obblighi, sovrapponibili non nei fatti, ma nelle regole, a quelli dei coniugi matrimoniali. Conviventi di fatto sono oggi persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti formali di parentela o affinità: di conseguenza non sussistono distinzioni nei rapporti tra coniugi e tra questi e la collettività. Nel campo delle procedure concorsuali universitarie si intende quindi evitare sviamenti dalla corretta e imparziale procedura, a causa dello speciale legame tra due soggetti. Relazione potenzialmente idonea a corrompere i principi cardine di trasparenza e merito. In buona sostanza non sussiste alcuna differenza giuridicamente rilevante, che può giustificare un trattamento dissimile tra la forma matrimoniale ovvero di fatto, del legame coniugale: sia per rapporto di coniugio matrimoniale, quanto per rapporto di consolidata convivenza, sussiste il rischio di disparità di trattamento. Alla luce di queste considerazioni, la relazione di convivenza stabile, conclamata e consolidata tra un candidato al concorso e un docente appartenente allo stesso dipartimento universitario è elemento sufficiente a far diffidare della giusta garanzia di rispetto delle coordinate di terzietà e uguaglianza.

 

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