Incentivazione del personale PDF Stampa E-mail

E’ ancora possibile  utilizzare  i piani di razionalizzazione
La componente variabile del fondo può essere alimentata con importi annualmente individuati derivanti dai risparmi conseguiti a seguito dei Piani di razionalizzazione adottati in base all’art. 16, commi 4, e 5 e 6 del Dl 98/2011, il quale stabilisce che tali risparmi, nella misura del 50%, possono essere utilizzati per la contrattazione collettiva integrativa e di questi il 50% per la premialità legata alla performance (art. 67, comma 3, lettera b), del Ccnl Funzioni locali 21.5.2019). I commi 4, 5 e 6 dell’art. 16 del dl. 98/2011 stabiliscono rispettivamente: 1. che le amministrazioni, entro il 31 marzo di ogni anno, possono approvare dei piani triennali di razionalizzazione e di riqualificazione della spesa, di riordino e di ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e di digitalizzazione, di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche. Detti piani indicano la spesa sostenuta a legislazione vigente per ciascuna delle voci di spesa interessate e i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari;
2. in relazione a tali processi, le eventuali economie aggiuntive effettivamente realizzate rispetto a quelle già previste dalla normativa vigente ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica, possono essere utilizzate annualmente, nell'importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione integrativa, di cui il 50 per cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall'articolo 19 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Le economie realizzate sono utilizzabili solo se a consuntivo è accertato, con riferimento a ciascun esercizio, dalle amministrazioni interessate, il raggiungimento degli obiettivi fissati per ciascuna delle singole voci di spesa previste nei piani di razionalizzazione e dei conseguenti risparmi. I risparmi sono certificati, ai sensi della normativa vigente, dai competenti organi di controllo;
3. i piani adottati dalle amministrazioni sono oggetto di informazione alle organizzazioni sindacali rappresentative.
Il comma 5 dell’articolo 67 del Ccnl funzioni locali 21.5.2018 stabilisce che le risorse variabili di cui al comma 3 possono essere utilizzate per il conseguimento di obiettivi dell’ente, anche di mantenimento, definiti nel piano della performance o in altri analoghi strumenti di programmazione della gestione, al fine di sostenere i correlati oneri dei trattamenti accessori del personale. L’articolo 27, comma 1, Dlgs 150/2009, per quanto riguarda i risparmi sui costi di funzionamento derivanti dai processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all'interno delle pubbliche amministrazione stabilisce che una quota fino al 30 per cento di tali risparmi è destinata, in misura fino a due terzi, a premiare il personale direttamente e proficuamente coinvolto e, per la parte residua, ad incrementare le risorse disponibili per la contrattazione integrativa. Il comma 3 del medesimo articolo stabilisce, poi, che le risorse di cui al comma 1 per le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e i relativi enti dipendenti, nonché per gli enti locali possono essere utilizzate solo se i risparmi sono stati documentati nella Relazione sulla performance e validati dal proprio organismo di valutazione.
Sul tema specifico, peraltro, sono intervenuti alcuni significativi pronunciamenti da parte delle diverse Sezioni di Controllo della Corte dei conti. In particolare:
- La Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo del Piemonte, con la deliberazione n. 2/2017/SRCPIE/PAR, ha richiamato il pronunciamento della Sezione Autonomie, laddove è stabilito che i risparmi derivanti dai piani di razionalizzazione utilizzanti per l’incremento del fondo sono esclusi dal tetto di spesa previsto dal Dl 98/2011 e dal Dl 78/2010 “qualora conseguano a specifiche iniziative volte al raggiungimento di puntuali obiettivi di incremento della produttività individuale del personale interno all’Amministrazione da realizzare mediante il diretto coinvolgimento delle unità lavorative in mansioni suppletive rispetto agli ordinari carichi di lavoro”;
- La Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo della Toscana, con deliberazione n. 8/2016, ha precisato che i risparmi aggiuntivi derivanti dall'attuazione dei piani di razionalizzazione possono essere destinati, in quota parte, ad incrementare il fondo per la contrattazione integrativa solo con riferimento all'esercizio successivo a quello di realizzazione delle economie di bilancio e solo qualora conseguano a risparmi effettivi;
- La Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo dell’Emilia Romagna, con deliberazione n. 136/2017/PAR, ha chiarito, anche con riferimento all’art. 23, comma 2, Dlgs 75/2017 che àncora il limite di crescita dei fondi all’importo relativo all’anno 2016, che il superamento del limite potrà realizzarsi esclusivamente nelle ipotesi in cui i risparmi “conseguano a specifiche iniziative volte al raggiungimento di puntuali obiettivi di incremento della produttività individuale del personale interno all'Amministrazione, da realizzare mediante il diretto coinvolgimento delle unità lavorative in mansioni suppletive rispetto agli ordinari carichi di lavoro” (espressamente richiamando il pronunciamento in materia reso dalla Sezione Autonomie con orientamento n. 34/SEZAUT/2016/QMIG).
Per l’utilizzabilità dei risparmi conseguiti attraverso i piani di razionalizzazione occorre considerare quanto segue:
1. non possono essere utilizzate le economie scaturenti dal concorso degli enti locali agli obiettivi di finanza pubblica e dall'applicazione degli specifici vincoli imposti dalla legge
2. le somme derivanti dai piani di razionalizzazione di cui all'art. 16, commi 4 e 5, del Dl 98/2011 possono essere utilizzate annualmente, nell'importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione collettiva integrativa, di cui il 50 per cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall'articolo 19, Dlgs 150/2009, oppure, per  una quota anche pari al cento per cento, per il recupero delle somme indebitamente erogate, ai sensi dell'art. 4, comma 1, del Dl 16/2014, come espressamente disposto dal comma 2 del medesimo articolo. Per le somme derivanti da tali piani, quindi, sembra esclusa la possibilità di utilizzo ai sensi dell'articolo 27 del Dlgs 150/2009, in quanto non espressamente richiamata dall'art. 16, comma 5, del Dl n. 98/2011, che riprende solamente l'articolo 19, Dlgs 150/2009. Del resto, lo stesso articolo 27 del medesimo decreto non reca alcun cenno esplicito ai piani di razionalizzazione, ma fa esclusivo riferimento ai "risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all'interno delle pubbliche amministrazioni".

Sistema di misurazione e valutazione e Piano della performance
La disciplina interna all’amministrazione potrebbe essere operativamente declinata come segue:
1 - l’amministrazione può attivare specifici progetti temporanei destinando, alla loro realizzazione, dipendenti appartenenti ad una o più unità organizzative, anche per l’attuazione dei Piani di razionalizzazione previsti dall’articolo 16 del Dl 98/2011;
2 - i piani di razionalizzazione di cui al punto precedente costituiscono una sezione specifica del Piano della performance ed i risultati conseguiti sono rappresentati in una specifica sezione della Relazione sulla performance e validati unitariamente dall’Oiv. I piani di razionalizzazione devono essere finalizzati alla riqualificazione della spesa, al riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione, di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche, e devono indicare la spesa sostenuta a legislazione vigente per ciascuna delle voci di spesa interessate e i correlati obiettivi economici in termini fisici e finanziari. I risparmi che si intendono conseguire, inoltre, devono essere aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente e sono utilizzabili solo a condizione che, a consuntivo, sia accertato, con riferimento a ciascun esercizio, il raggiungimento degli obiettivi fissati per ciascuna delle singole voci di spesa ed i conseguenti risparmi;
3 - i progetti fanno parte integrante della performance organizzativa delle unità coinvolte e determinano un valore di incentivazione specifico per i partecipanti al progetto;
4 - i progetti sono finanziati con le risorse variabili di cui all’art. 67, comma 5, lettera b), del Ccnl 21 maggio 2018 e sono parte integrante del Piano della performance, del quale costituiscono uno specifico allegato. Nel caso di esigenze non prevedibili, emerse dopo l’approvazione del Piano, che si intendono affrontare con il ricorso a specifici progetti obiettivo, la relativa scheda di progetto deve essere approvata con le medesime modalità previste per l’approvazione del Piano, del quale costituisce parte integrativa;
5 - i progetti, quando sono funzionali al conseguimento degli obiettivi previsti dai Piani di razionalizzazione, sono finanziati esclusivamente con una quota, non superiore al 25%, dei risparmi effettivamente conseguiti. L’incentivazione connessa a tale tipologia di progetti può essere erogata solo se gli obiettivi dei piani di razionalizzazione siano effettivamente conseguiti.  I risparmi concretamente realizzati sono destinati, per il 25%, alla contrattazione integrativa dell’anno successivo a quello in cui sono conseguiti, unitamente alla quota del 25% non utilizzata per incentivare i progetti attuativi dei Piani di razionalizzazione. In nessun caso i risparmi conseguiti, che devono essere tangibili e definitivi, possono essere utilizzati oltre l’anno successivo a quello di conseguimento. 
La componente variabile del fondo dell’anno di conseguimento dei risparmi viene incrementata per la quota variabile destinata a finanziare i progetti obiettivo attuativi dei piani di razionalizzazione;
6 - i risultati, conseguiti attraverso i progetti confluiscono nella Relazione sulla performance e vengono unitariamente validati dall’Oiv o dal Nucleo di valutazione. Nella medesima relazione sono esposte le ragioni di eventuali scostamenti;
7 - la Validazione della Relazione sulla performance costituisce condizione inderogabile per l’erogazione dell’incentivazione prevista dal conseguimento dei risultati riferiti ai progetti obiettivo;
8 - ciascun progetto obiettivo finanziato con le risorse di cui all’art. 67, comma 5, lettera b), del Ccnl 21 maggio 2018, deve:
a. identificare i bisogni specifici cui il progetto intende dare risposta, in termini di miglioramento, come pure i servizi su cui si vuole intervenire;
b. indicare i concreti risultati cui è finalizzato il progetto e, segnatamente i miglioramenti attesi dal progetto;
i tempi di realizzazione; le modalità di realizzazione e di verifica dei risultati;
c. indicare i risultati oggettivamente verificati attraverso standard, indicatori e parametri oggettivi (e/o attraverso i giudizi espressi dall’utenza);
d. definire il gruppo di lavoro, i compiti e le responsabilità di ciascuno ed i criteri per la selezione del personale da coinvolgere nel progetto;
e. indicare le modalità di ripartizione delle risorse premiali destinate al gruppo di lavoro nell’ipotesi in cui i risultati vengano conseguiti;
f. identificare il dirigente responsabile dell’attivazione e della gestione del progetto.
Infine, una volta che il progetto sia stato approvato con il Piano della performance, la relativa attivazione, gestione, controllo, monitoraggio e verifica dei risultati è di competenza esclusiva del dirigente responsabile.

 

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