Tetto di spesa del personale PDF Stampa E-mail

Per le «nuove» Unioni di Comuni vale la media 2011-13
Il limite di spesa di personale per un'unione «mista» è dato dalla somma della media relativa ai costi sostenuti dai singoli Comuni nel triennio 2011-2013. In sede di prima applicazione la spesa non potrà superare quella sostenuta in precedenza dai Comuni e negli anni successivi si dovrà procedere alla sua riduzione progressiva. Sono queste le conclusioni cui giunge la Corte dei conti Lombardia con la deliberazione n. 123/2019, in risposta a specifici quesiti, posti dai sindaci dei Comuni facenti parte di una unione, uno dei quali senza obbligo di associazione.
La richiesta di parere
In primo luogo è interessante rilevare come il quesito sia stato ritenuto ammissibile in quanto formulato in maniera congiunta dai sindaci degli enti facenti parte dell'unione. Infatti, in una recente deliberazione (n. 59/2019), gli stessi giudici avevano, invece, precluso ai presidenti delle unioni di chiedere alle sezioni regionali delle Corte dei conti pareri in materia di contabilità pubblica.  La richiesta di parere è volta a conoscere il limite di spesa di personale da rispettare nel caso dell'unione, di recente costituzione, che non ha mai avuto una propria spesa del personale e nella quale i Comuni aderenti, non tutti soggetti all'obbligo di associarsi, hanno conferito tutte le funzioni e servizi e trasferito tutto il personale.
La risposta
Con la deliberazione in esame, si afferma che nel caso di specie, seppur sempre attinente al vincolo della spesa del personale delle Unioni di Comuni, non può trovare applicazione il principio di diritto formulato dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n. 20/2018 (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 23 ottobre 2018), in quanto la recente costituzione dell'unione in questione farebbe venire meno il parametro di spesa indicato dall'articolo 1, comma 562 della legge 296/2006, ossia la spesa sostenuta nel 2008. L'assenza del parametro, combinata alla circostanza che gli enti aderenti erano soggetti al patto di stabilità al momento della costituzione dell'unione, porta ad affermare che il limite di spesa per il personale da rispettare è quello che si determina sommando la media relativa alla spesa per il personale sostenuta dai singoli Comuni nel triennio 2011-2013.
Richiamando l'articolo 32, comma 5, del Tuel, introdotto dall'articolo 22, comma 5-bis, del Dl 50/2017, i giudici contabili lombardi rammentano che in sede di prima applicazione la spesa sostenuta per il personale dell'Unione non potrà superare quella sostenuta in precedenza dai Comuni e negli anni successivi si dovrà procedere alla sua riduzione progressiva.

 

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