Incentivi tecnici PDF Stampa E-mail

Anche alla progettazione di servizi e forniture ma solo se svolta dal 19 aprile?
La pubblicazione del decreto legge 18 aprile 2019 n. 32 (Decreto Sblocca-cantieri), con le numerose modifiche apportate al Codice dei contratti pubblici, porta con sé anche un ripensamento della disciplina inerente gli incentivi per funzioni tecniche. Attraverso la modifica all'articolo 113, comma 2, del Dlgs 50/2016, viene introdotta una importante novità: torna a essere incentivata la progettazione delle opere pubbliche, mentre esce di scena l'attività di programmazione e di predisposizione e controllo delle procedure di gara. La novità non è di poco conto perché sposta l'asse delle attività incentivate dalla fase della programmazione, espletamento gara ed esecuzione, a quella della progettazione.
La progettazione
Va detto che l'attività di progettazione incentivata non dovrebbe riguardare solamente le opere pubbliche ma anche i beni e servizi.
Diversamente, infatti, il Dl 32/2019 avrebbe dovuto fare riferimento alla «progettazione di opere pubbliche» o «di investimenti» (come in precedenza era accaduto per la programmazione), limitazione che invece non è prevista nell'attuale formulazione della norma. Ricordiamo in proposito che l'articolo 23 del Codice prevede, per le opere pubbliche, tre livelli di progettazione (studio di fattibilità tecnica ed economica, progettazione definitiva ed esecutiva), mentre per le forniture di beni e servizi è previsto, di regola, un unico livello di progettazione (comma 14). Il differente grado di complessità potrà essere valutato in sede regolamentare, attribuendo alle due attività un peso diverso nel riparto dell'incentivo.
La decorrenza delle modifiche
La modifica al Dlgs 50/2016, secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 1 del Dl 32/2019 si applica «alle procedure i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte».
La norma ricalca esattamente la previsione dell'articolo 216, comma 1, del Dlgs 50/2016 inerente l'entrata in vigore del nuovo Codice. Considerato che il Dl 32/2019 è entrato in vigore il 19 aprile 2019 (a tre anni esatti di distanza dall'entrata in vigore del Dlgs 50/2016), valgono in questo caso le medesime considerazioni fatte nella circolare n. 32/2018 per il passaggio della disciplina tra il vecchio articolo 93 del Dlgs 163/2006 e l'articolo 113 del Dlgs 50/2016, ovvero:
a) continuano a essere incentivate secondo le regole preesistenti le attività inerenti a procedure avviate a tutto il 18 aprile 2019, anche se svolte successivamente a tale data;
b) vengono incentivate con le nuove regole le attività svolte dopo l'entrata in vigore del decreto legge 23/2019, inerenti procedure avviate a partire dal 19 aprile 2019.
Ciò significa, in sostanza, che l'attività di progettazione potrà godere degli incentivi unicamente se svolta a partire dal 19 aprile 2019 in avanti e non se svolta precedentemente, anche se la gara è stata attivata in vigenza del Dl 32/2019, in forza del principio del «tempus regit actum» (si vedano in proposito le deliberazioni della Corte dei conti – Sezione autonomie n. 7/SEZAUT/2009e n. 11/SEZAUT/2015e il Comunicato Anac del 6 settembre 2017).
La centrale unica di committenza
Senza entrare nel merito della decisione assunta dal Governo, è indubbio che la modifica apportata alla norma in esame muti in maniera sensibile la platea dei destinatari, tornando a incentrare l'attenzione sulla progettazione e a spegnere i riflettori sulla fase della gara, sovente svolta per il tramite di una Centrale Unica di Committenza. Evidenziamo tuttavia come, pur non prevedendo più l'incentivo per la fase della «predisposizione e controllo delle procedure di gara», il Dl 32/2019 non abbia modificato altre parti dell'articolo 113 dedicate appunto alla Cuc, in quanto restano immutati:
• il penultimo periodo del comma 2, in base al quale «Gli enti che costituiscono o si avvalgono di una centrale di committenza possono destinare il fondo o parte di esso ai dipendenti di tale centrale»;
• il comma 5, in base al quale «Per i compiti svolti dal personale di una centrale unica di committenza nell'espletamento di procedure di acquisizione di lavori, servizi e forniture per conto di altri enti, può essere riconosciuta, su richiesta della centrale unica di committenza, una quota parte, non superiore ad un quarto, dell'incentivo previsto dal comma 2».
Viene naturale chiedersi se queste norme, per le procedure attivate a partire dal 19 aprile 2019, continuino ad avere una loro efficacia ovvero debbano considerarsi implicitamente superate dal fatto che l'attività di gara non è più incentivata. La seconda ipotesi appare quella più plausibile considerata la nuova rosa di funzioni prevista dal comma 2. Occorrerà tuttavia attendere la definitiva conversione in legge del decreto per capire se il legislatore interverrà a dipanare questi aspetti o, in alternativa, invocare i chiarimenti della Corte dei conti.
L'aggiornamento del regolamento
Le novità introdotte dal Dl 32/2019, se confermate in sede di conversione in legge, obbligheranno tutti gli enti ad approvare un nuovo regolamento o a modificare quello esistente, al fine di ripartire tra le diverse (e nuove) attività incentivate l'ammontare del fondo e di individuare i collaboratori che vi accedono.
I criteri del regolamento dovranno preventivamente essere contrattati con la parte sindacale, come previsto dal medesimo articolo 113. Inutile sottolineare come convenga senza alcun dubbio attendere la definitiva conversione in legge del decreto, che potrebbe riservare sorprese rispetto al testo licenziato dal Governo. Consigliamo comunque di trasmettere a tutti gli uffici interessati una informativa utile per aggiornarli sulle modifiche e a evitare di creare attese o mantenere false aspettative.
Gli enti che non avessero ancora provveduto ad approvare il regolamento secondo l'articolo 113 del Dlgs 50/2016, dovranno comunque farsi carico di approvarne due distinti (o comunque di dettagliare le % delle singole attività svolte distintamente per il periodo fino al 18 aprile 2019 e dal 19 aprile 2019) qualora intendano riconoscere gli incentivi anche per il pregresso.
Evidenziamo inoltre come un determinato orientamento della Corte dei conti neghi la possibilità di incentivare le attività pregresse, se l'appalto risulta concluso alla data di approvazione del regolamento (Corte dei conti Lazio, delibera n. 57/2018 e Corte dei conti Umbria, delibera n. 56/2019).

 

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