Assunzioni nelle Regioni PDF Stampa E-mail

... per gli enti meno virtuosi nuovo obiettivo  da raggiungere  entro il 2025
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 novembre 2019 il decreto attuativoprevisto dall'articolo 33, comma 1, del Decreto crescita che prevede l'attuazione delle regole per garantire maggiori assunzioni nelle Regioni che si collocano al di sotto di determinate soglie di virtuosità nel rapporto tra spese di personale ed entrate correnti. Il contenuto del documento è utile a delineare la possibile disciplina che potrà essere prevista anche per i Comuni, la cui fattispecie è regolata dal secondo comma.
Limite al trattamento accessorio
Il primo aspetto che merita attenzione, visti i dubbi operativi di fine anno di tanti enti locali, è la questione del limite al trattamento accessorio che secondo le nuove disposizioni dovrebbe essere adeguato in più o in meno con riferimento alle quote medie di trattamento accessorio del 2018. Tale norma è immediatamente in vigore oppure no? Il Dpcm sembra non dare risposta, ma a ben vedere, invece, nelle premesse c'è una frase molto chiara: «è fatto salvo il limite iniziale qualora il personale in servizio è inferiore al numero rilevato al 31 dicembre 2018».
Che sarebbe come dire che la norma sembra correlata proprio alle nuove assunzioni previste dal Dpcm e non alla situazione di partenza. Insomma, solo i maggiori ingressi di dipendenti creerebbero l'obbligo di adeguamento del limite.
Rapporto tra spese di personale ed entrate correnti
Rispetto, poi, alle modalità di calcolo del rapporto tra spese di personale ed entrate correnti, viene indicato che l'aggregato da prendere in considerazione al numeratore è dato da: impegni di competenza per tutto il personale dipendente a tempo indeterminato e determinato, per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente, al lordo degli oneri riflessi e al netto dell'Irap, come rilevati nell'ultimo rendiconto della gestione approvato.
Enti virtuosi e non
Dopo aver identificato le fasce di popolazione e le relative percentuali poste dalla norma a valore soglia, viene precisato che gli enti virtuosi (cioè quelli che si collocano al di sotto di queste percentuali) possono incrementare annualmente la spesa di personale per assunzioni a tempo indeterminato entro la forbice risultante dalla comparazione tra la propria percentuale e quella della soglia di riferimento; tutto ciò, comunque, in modo progressivo, secondo altre percentuali massime individuate anno per anno dal 2020 innanzi rispetto alla spesa del 2018. Ad esempio, nel 2020 la spesa di personale potrà aumentare del 10% per dare più spazio a tali nuovi assunzioni e tale aggregato non rileverà ai fini del "tetto" della media 2011/2013 prevista dall'articolo 1, comma 557, della legge 296/2006.
Lo stesso articolo 33 spiega, invece, cosa accadrà agli enti che avranno il rapporto tra spesa di personale e entrate correnti sopra il valore limite individuato per fascia demografica: dovranno impegnarsi a raggiungere entro il 2025 lo stesso valore soglia, anche applicando un turn over più basso rispetto all'attuale 100% di spesa dei cessati dell'anno precedente, che rimane il riferimento vigente per la determinazione della capacità assunzionale in base all'articolo 3, comma 5, del Dl 90/2014. Per quegli enti che poi, nel 2025 non avranno raggiunto l'obiettivo, scatterà la sanzione: il turn over scenderà al 30%. Di fatto, quindi, non rispettare il valore soglia non comporta un immediato divieto di assunzione, ma l'avere un nuovo obiettivo da raggiungere entro il 2025.

 

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