Il congedo di maternità PDF Stampa E-mail

... tutto dopo il parto. Si  sceglie  entro l’ ottavo mese
La scelta di godere del congedo di maternità esclusivamente dopo il parto può essere esercitata anche in caso di fruizione della flessibilità. È questa una delle indicazioni operative fornite dall’Inps nella circolare 148/2019 dedicata alla nuova modalità di fruizione del congedo obbligatorio esclusivamente nei cinque mesi successivi al parto, quale disciplinata da quest’anno dall’articolo 16, comma 1.1, del Dlgs 151/2001, introdotto dall’ultima legge di bilancio. L’istituto di previdenza chiarisce alcuni aspetti funzionali a consentire una maggiore operatività della nuova misura, che ha destato non poche perplessità in ragione dei rischi connessi al proseguimento dell’attività lavorativa fino al giorno antecedente al parto. In quest’ottica l’Inps spiega che tale scelta può essere l’estensione di quella effettuata in precedenza in favore del congedo flessibile (articolo 20 del Dlgs 151/2001), che consente di richiedere entro il 7° mese di astenersi dal mese precedente la data presunta e nei quattro mesi successivi al parto (1+4). In questa casistica la lavoratrice potrebbe, entro la fine dell’8° mese, presentare una domanda di fruizione esclusiva post partum corredata dall’ulteriore certificazione del medico che attesti l’assenza di pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro fino alla data del parto. È proprio il certificato medico l’elemento essenziale per fruire di questa possibilità, che deve essere emesso dal medico Ssn o convenzionato nonché dal medico competente ai fini della prevenzione e salute nei luoghi di lavoro (ove presente), entro la fine del 7° mese e che deve coprire il periodo di lavoro fino alla data presunta del parto ovvero fino a quella effettiva se successiva. Laddove, in caso di parto successivo alla data presunta, la lavoratrice non abbia integrato il certificato medico (che quindi continua a coprire solo fino alla data presunta), l’Inps specifica che gli eventuali giorni di lavoro svolti dalla data presunta al giorno antecedente al parto saranno comunque conteggiati come congedo obbligatorio, sebbene non indennizzati in quanto retribuiti dal datore di lavoro.  L’istituto chiarisce altresì che questa modalità di fruizione è compatibile con l’interdizione anticipata per gravi complicanze della gestazione (articolo 17, comma 2, lettera a del Dlgs 151/2001), a condizione che quest’ultima termini entro la fine del 7° mese, mentre non è compatibile con la proroga dell’interdizione per condizioni ambientali pregiudizievoli (articolo 17, comma 2, lettere b, c). Al pari di quanto già previsto per il congedo flessibile, in caso di malattia insorta dall’8° mese, non sarà possibile avvalersi dell’integrale fruizione del congedo post partum, in quanto da quel giorno la lavoratrice entra in congedo obbligatorio (articolo 16, comma 1), con la conseguenza che i giorni non fruiti di astensione ante partum si aggiungono al congedo post partum. Viene infine precisato che la nuova modalità di fruizione si applica anche alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps.

 

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