Permessi per «allattamento» PDF Stampa E-mail

... e diritto alla produttività e al buono pasto
La Corte di cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 31137/2019, ha affrontato il ricorso di alcuni lavoratori, finalizzato a ottenere il riconoscimento dell'incidenza dei permessi per allattamento, dei periodi di astensione obbligatoria per maternità e/o dei congedi parentali (fruiti dal 2004 al 2010) ai fini dell'attribuzione del diritto ai buoni pasto e all'indennità di produttività.  I giudici ricordano che i periodi di congedo per maternità, paternità e parentale nonché i riposi

giornalieri contenuti nel Dlgs 151 del 2001, in linea generale, non possono avere incidenza negativa sul trattamento retributivo complessivo degli interessati, con esclusione di particolari e specifici compensi (quali, ad esempio, i compensi per lavoro straordinario e delle indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute, ove non ne ricorrano i presupposti).  Nel pubblico impiego contrattualizzato, inoltre, l'effettuazione della pausa pranzo è condizione per l'attribuzione del buono pasto e questa effettuazione, a sua volta presuppone, come regola generale, che il lavoratore osservi in concreto un orario di lavoro giornaliero di almeno sei ore (oppure altro orario superiore minimo indicato dalla contrattazione collettiva), sicché la suddetta attribuzione compete solo per le giornate in cui si verifichino le suindicate condizioni (art. 8 d.lgs. n. 66 del 2003).

 

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