Gabriele Gilotto PDF Stampa E-mail

intervento gilotto2E' il nuovo Segretario Generale della Funzione Pubblica CGIL  Area Metropolitana di Torino
“Il sindacato come elemento fondamentale e costituente dei sistemi viventi” Questo il perno su cui ha ruotato l’intervento programmatico di investitura   Con 48 voti a favore e una scheda bianca (su 49 votanti), mercoledì 27 novembre 2019, l’Assemblea Generale della Funzione Pubblica Area Metropolitana di Torino, alla presenza della Segretaria Generale Nazionale Fp Cgil, Serena Sorrentino, e della Segretaria Generale della Camera del Lavoro Cgil di Torino, Enrica Valfrè, ha eletto Gabriele Gilotto Segretario Generale della FP CGIL torinese. Gabriele Gilotto, 55 anni, nato a Lanzo Torinese, laurea magistrale in Scienze della Riabilitazione, Fisioterapista di professione, proveniente dalla Sanità Privata, ha iniziato la sua esperienza sindacale dalla “gavetta”. I primi passi come delegato aziendale sul suo posto di lavoro. In seguito è stato Responsabile della Sanità Privata e successivamente si è anche occupato di Autonomie Locali e Sanità Pubblica. Poi ha ricoperto il ruolo di Responsabile del Comparto delle Funzioni Centrali e Formatore Nazionale della Fp Cgil nazionale e, fino a ieri, componente della Segreteria Territoriale ricoprendo l’incarico di Responsabile Organizzativo della Fp Cgil. Succede a Mimmo Lacava che si è dimesso prima dell’estate per andare a svolgere un’altra attività.  La relazione introduttiva di Gabriele Gilotto, che qui riproponiamo brevemente e che ha toccato più argomenti, è stata preceduta da un minuto di silenzio proposto dal sindacalista del Terzo Settore, originario del Perù, Juan Tafur, per quanto di tragico sta accadendo in America Latina,  Gabriele ha ricordato i dolorosi incidenti che hanno coinvolto recentemente i cantonieri della città metropolitana, morti in strada durante il loro lavoro e i tre vigili del fuoco di Alessandria definendoli “ gente nostra, gente come noi, gente che lavora per noi, per tutti, per dare un servizio, a testimoniare dell’importanza, del senso che ha un servizio pubblico, ciò che serve a garantire tanti dei nostri diritti fondamentali che ci rendono cittadini e non più sudditi in attesa di un regalo del potente di turno…Questa gente che costruiva ogni giorno, come tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Servizio Pubblico, i nostri diritti, a loro va il nostro impegno, prima di tutto, perché non accada più, il nostro ricordo e il nostro grazie”.  Gilotto ha poi proposto una sua visione di Organizzazione (possibile CGIL) come Costituente dei Sistemi Viventi, esordendo in questo modo:” io vengo da un mondo professionale che studia l’organizzazione come elemento fondamentale e costituente dei sistemi viventi, proprio intesi come organizzazioni. E queste organizzazioni hanno alcune caratteristiche specifiche e affascinanti. Il loro essere, la loro definizione e qualità sono proprie definite dalla loro organizzazione, intesa non solo come somma di elementi, ma soprattutto come insieme di relazioni tra quegli elementi, a dire che la qualità, i risultati, l’essenza stessa di un’organizzazione, sono definiti non tanto da quanti siamo, da una somma, ma dalla qualità delle relazioni che costruiamo tra noi e questa qualità è sempre superiore alla semplice sommatoria. E una seconda straordinaria caratteristica delle organizzazioni è quella definita delle proprietà emergenti. Un’organizzazione produce comportamenti, risultati, qualità che emergono solamente dall’insieme delle parti, a dire che nessun singolo elemento è in grado di realizzare quel risultato, quella capacità, ma solo l’insieme, le relazioni lo possono portare. E questo ci racconta che i nostri risultati, le nostre qualità emergono dalle nostre relazioni e nessuno di noi è in grado di agire da solo per arrivarci, e ci dice anche che lavorando insieme, organizzati, possiamo produrre qualcosa che da soli non saremmo mai in grado di fare. Questa è la nostra forza, la forza del gruppo.” In una parte specifica del suo intervento Gabriele Gilotto ha voluto evidenziare l’importanza del lavoro di gruppo e della rappresentanza.
Per Gabriele il Gruppo deve essere “ elemento di base del nostro lavoro. Per Gruppo non si intende rivolgerci ai nostri organi interni, alla segreteria, al nostro apparato direttivo, ma ai nostri delegati, rsu, come elementi importanti e spesso fondamentali, della costituzione di un gruppo esteso.”
Dal Gruppo alla Rappresentanza il passo è breve e Gabriele lo introduce in questo modo: “La CGIL è la nostra casa, qui stanno identità e valori, ma la nostra attenzione va rivolta ai posti di lavoro. Se vogliamo essere non solo rappresentanza, ma rappresentativi, allora è sui posti di lavoro che dobbiamo costruire la nostra rappresentatività, ed è con l’ascolto e il dialogo con i nostri e anche tutti gli altri, che possiamo definire e cementare la nostra capacità di rappresentare, che è la nostra forza, la nostra legittimazione, il nostro compito.” E sull’ascolto, Gabriele dedica questo passaggio: “Penso che l’ascolto, mai precondizionato, ma sempre attento, sui posti di lavoro, sia una base per infilarsi in quella grande sfida che è il coniugare bisogno individuale e valori collettivi, attenzione alle persone e realizzazione di identità e azioni collettive.”
Altro passaggio centrale, Gabriele lo ha dedicato al concetto di governare il futuro, ma non quello lontano, quello della “settimana prossima”…
E nel merito dice:” il futuro molto prossimo è quella dimensione che o iniziamo oggi a pensare o quella penserà al posto nostro e noi saremo sempre a rincorrere. Dobbiamo porci in modo innovativo rispetto al futuro, per arrivarci pronti, o meglio ancora, per provare noi a determinarlo…
Gabriele si rivolge anche alle nuove generazioni che presto entreranno nella P.A. e “pensando alle decine di migliaia di nuovi assunti che, probabilmente, hanno storie culturali, personali, professionali differenti da quelle che conosciamo, che hanno obiettivi, prospettive differenti da quelle che conosciamo, se vogliamo portarli all’interno della nostra organizzazione, dobbiamo porci al loro ascolto, senza pensare che siamo noi, quelli che hanno ragione, ma convincendoli della validità delle nostre idee e, se serve, farlo anche mettendoci in discussione sulle nostre modalità comunicative, di approccio, di definizione della contrattazione.”
Altro passaggio importante affrontato da Gabriele è stato quello sull’Identità. Più precisamente ha detto:
” Certo, pensare al futuro è indispensabile, ma non significa che noi abbandoniamo i nostri valori perché sono fuori moda. Noi siamo Cgil, non siamo di moda, non siamo mica la collezione autunno-inverno. Noi siamo portatori di valori, di un’idea non solo del lavoro, ma della società stessa che vive da più di cento anni e che è vivissima ancor più in questo periodo storico.”
Altro capitolo, Gabriele lo ha dedicato al rinnovo dei contratti nei vari Comparti della P.A. e nel merito ha anche detto: “ sul rinnovo dei contratti, mi permetto di mettere al primo posto il mio, quello della Sanità Privata, che attende dal 2007, non dal 2017 il suo rinnovo… Poi subito dopo il contratto pubblico, con il nuovo ordinamento professionale e le risposte che dobbiamo a tutto il servizio pubblico, anche attraverso un nuovo contratto, per attestare sempre di più il valore del Servizio Pubblico, come valore di fondo per una società di cittadini veri e non di sudditi del sultano di turno.”
Gilotto non ha dimenticato il “terzo settore dove le lavoratrici e i lavoratori ci chiedono dignità, rispetto del loro lavoro e di loro come persone e di non essere considerati solamente carne da appalto.”
Infine, Gabriele Gilotto ha dedicato un’attenzione particolare all’impegno antifascista:” che non può più essere solo una nostra normale condizione, ma deve essere militanza vera e continua, in un Paese al delirio che non ricorda che quando ha declinato, prima gli Italiani, era per farli uscire dalle case del ghetto di Roma per spedirli ad Auschwitz. Per questo il mio primo atto da Segretario sarà la mia iscrizione all’Anpi.”
Ricapitolando alcuni concetti, in chiusura Gabriele ha riaffermato: ”la volontà di una particolare attenzione al lavoro che stenta a ritrovarsi, nei suoi numeri e nella sua dignità, e in particolare al lavoro pubblico, ai temi dell’accoglienza e dell’inclusione, della parità di genere, della legalità, del valore della contrattazione ad ogni livello e soprattutto del valore dei nostri Srvizi Pubblici, intesi come tema di tutti e per tutti.”
Per ultimo , Gabriele ha dedicato un pensiero a Di Vittorio, quando nel 1945, di fronte alla grande espansione che attendeva la nostra organizzazione, la CGIL, chiedeva coraggio e audacia. E Gilotto ha aggiunto:” noi invece ne siamo e ne saremo orgogliosi di lavorare per quei Servizi che rendono viva e libera la nostra società, noi saremo orgogliosi di parlare di Lavoro Pubblico, saremo orgogliosi di lavorare per i Servizi Pubblici, saremo orgogliosi di essere Funzione Pubblica, di essere CGIL.”

 

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