Legittimo il recupero dei compensi incentivanti PDF Stampa E-mail

... a seguito di norma di interpretazione autentica
La Corte di cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 11362/2020, ha analizzato la domanda di un dirigente comunale, addetto al settore opere pubbliche, per la dichiarazione di illegittimità del provvedimento con cui l'ente aveva disposto il recupero parziale di incentivi per la progettazione (corrisposti negli anni dal 2000 al 2005), dovendo detrarsi dai compensi maturati gli oneri riflessi (oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione). I giudici hanno precisato che «la L. 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 207 (secondo il quale la L. 11 febbraio 1994, n. 109, articolo 18, comma 1, e successive modificazioni, deve interpretarsi nel senso che la quota percentuale di ripartizione della incentivazione per la progettazione di opere pubbliche, «è comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione») — è norma di interpretazione autentica, con efficacia retroattiva, senza che rilevi la circostanza che il legislatore sia già intervenuto con la L. n. 350/2003, articolo 3, comma 29, essendo quest'ultima disposizione diretta a disciplinare la ripartizione dei compensi per gli enti locali senza rinnovare il testo dell'articolo 18, comma 1 citato ma, anzi, richiamandolo.
Tali considerazioni non sono inficiate dalla circostanza che l' articolo 1, comma 207, della legge n. 266 del 2005, sia stato successivamente abrogato dal Dlgs n. 163 del 2006, articolo 256, posto che la disposizione, proprio perchè di interpretazione autentica di una precedente normativa, aveva già esplicato i propri effetti volti a chiarire l'effettiva valenza della norma interpretata».

 

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