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Lo smart working rivoluziona i sistemi valutazione?
Innanzitutto le amministrazioni dovranno valutare quali parametri sono compatibili con la nuova modalità. Lo svolgimento delle attività in smart working impone alle amministrazioni pubbliche di rivedere i propri sistema di misurazione e valutazione. Lo ha detto anche il Ministro Dadone all'interno del decreto ministeriale del 19 novembre. L'articolo 6 prevede espressamente che vengano adeguati i sistemi della performance alle specificità del lavoro agile rafforzando, dove necessario, i metodi di valutazione, improntati al raggiungimento dei risultati e quelli dei comportamenti organizzativi. Mentre il Pola (Piano organizzativo del lavoro agile) è destinato a rendere operative le azioni in un contesto annuale e di previsione degli obiettivi, l'adeguamento dei sistemi di valutazione è necessario per mettere a regime alcuni aggiornamenti per poter valutare i lavoratori che svolgono le attività a distanza. D'altronde non è una novità che ogni anno il sistema vada aggiornato o quantomeno verificato come richiesto dall'articolo 7 del Dlgs 150/2009. E quale giustificazione migliore di queste nuove modalità di svolgimento della prestazione lavorativa potrebbero richiedere il cambiamento di procedure e schede di valutazione?
La cosiddetta "pagella" è generalmente divisa in due sezioni: obiettivi e comportamenti organizzativi. La parte degli obiettivi è sicuramente importante, ma dei buoni indicatori possono benissimo attestare il raggiungimento degli stessi sia per chi svolge le attività in presenza che a distanza. Magari, in questo campo, si potrà puntare a un nuovo bilanciamento tra risultato finale e cronoprogramma per raggiungere i target assegnati.
Gli interventi di aggiustamento più importanti ricadono quindi nella casistica dei comportamenti. Inevitabilmente non si potranno valutare in capo ai dipendenti in smart working alcune condotte di svolgimento delle attività connesse ad esempio al rapporto con i colleghi o al pubblico. Detta in altre parole, le schede di valutazione, in alcuni casi, dovranno per forza essere aggiornate e modificate.
Per fare questo, si possono ipotizzare due importanti azioni. Innanzitutto le amministrazioni dovranno valutare quali parametri delle schede di valutazione sono o non sono compatibili con lo smart working. Alcuni esempi. I parametri «rapporto con il cittadino», «rapporto con i colleghi» oppure «capacità di lavorare in gruppo» dovranno necessariamente essere rivisti. Gli stessi potranno essere sostituiti con altre casistiche, come quelle riferite alla «flessibilità», «autonomia nella gestione del tempo» oppure della «qualità della prestazione». Non finisce qui. Infatti, può accadere che un dipendente non lavori tutto l'anno in smart working, ma che in alcuni mesi dell'anno sia in presenza. A questo punto sarà, quindi, necessario che gli enti individuino nel proprio sistema della performance quando si utilizzerà o l'una o l'altra scheda prevedendo, ad esempio, una situazione riferita alla prevalenza di un'attività rispetto all'altra.

 

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