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Legittimo l'utilizzo per rilevare l'eccesso di velocità
Ai fini dell'accertamento della violazione dei limiti di velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche è legittima la rilevazione effettuata mediante Telelaser. Rimane affidata all'organo di Polizia stradale l'attestazione mediante verbalizzazione (caratterizzata da fede privilegiata fino a querela di falso) della riferibilità della velocità al veicolo individuato mediante l'apparecchio di controllo.
Così ha deciso la Corte di cassazione, sezione II civile, con l'ordinanza n. 26910/2017. La normativa sull'utilizzo del Telelaser
L'articolo 142 comma 6 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 stabilisce che per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento.
L'articolo 345 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 16 dicembre 1992 dispone che le apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente agli organi di Polizia stradale, devono essere costruite in modo da fissare la velocità in un dato momento in modo chiaro e accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente. Non si prevede che la rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica.
Il caso
Il conducente di un veicolo ha ricorso in cassazione avverso la sentenza del Tribunale che aveva ritenuto legittimo il verbale e corretto l'accertamento eseguito tramite Telelaser della violazione del limite di velocità. In particolare, il ricorrente ha lamentato che avrebbe dovuto essergli consentito di verificare la correttezza della misurazione della velocità. Il Telelaser, invece, non conserva alcuna traccia del veicolo inquadrato e della velocità di transito, in quanto, una volta puntato, rileva la velocità e la rende visibile all'agente accertatore, ma non la memorizza, né permette di ricavare una fotografia. L'apparecchio, dunque, non sarebbe in grado di assicurare che l'autovettura inquadrata nel mirino coincida effettivamente con quella poi fermata dagli agenti. Senza contare che l'apparecchio non consentirebbe di identificare l'autoveicolo, attività che spetta solo all'agente accertatore, il quale, tuttavia, non è in grado di assicurare quel grado di certezza richiesto dalla norma, soprattutto quando a transitare siano più veicoli.
La decisione
La Suprema corte, accogliendo la tesi del Giudice di secondo grado, ha respinto il ricorso, osservando che la rilevazione effettuata mediante Telelaser, prevista dall'articolo 142 del Codice della strada e dall'articolo 345 del Dpr n. 495 del 1992, deve ritenersi legittima, “restando affidata all'organo di polizia stradale l'attestazione mediante verbalizzazione, assistita da fede privilegiata fino a querela di falso, della riferibilità della velocità al veicolo individuato mediante l'apparecchio”. A giudizio degli Ermellini, l'impianto normativo non è stato abrogato dall'articolo 4 del decreto legge n. 121 del 26 giugno 2002, il quale:
• impone la documentazione della violazione mediante sistemi fotografici di ripresa video atti ad accertare anche in tempi successivi le modalità di realizzazione dell'infrazione;
• precisa che la normativa è diretta a regolare la diversa ed ulteriore ipotesi di accertamento dell'illecito in un momento successivo a quello della commissione dell'infrazione ed in assenza dell'agente, sulla base della documentazione fotografica e video.
L'efficacia privilegiata del verbale di accertamento
Gli Ermellini puntualizzano che il verbale di accertamento, in forza dell'efficacia privilegiata attribuita all'atto pubblico dall'articolo 2700 del Codice civile, fa piena prova fino a querela di falso dei fatti in esso attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza, ove descritti senza margini di apprezzamento e della sua provenienza dal pubblico ufficiale.
Sicché l'accertamento della violazione “deve ritenersi provato sulla base della verbalizzazione dei congiunti rilievi dell'apparecchiatura e della diretta osservazione degli agenti”.

 

 

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