Nello stesso livello contrattuale PDF Stampa E-mail

...le mansioni possono cambiare
L'articolo 3 del Dlgs n. 81/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha modificato in modo significativo la disciplina dello ius variandi (ovvero la facoltà del datore di lavoro di variare unilateralmente le mansioni assegnate al dipendente): in particolare, l'attuale versione dell'articolo 2103, comma 1, del Codice civile non ne subordina più la legittimità al giudizio di equivalenza sostanziale fra le mansioni precedentemente espletate dal lavoratore e quelle di nuova adibizione, limitandosi a richiedere che le seconde siano «riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte». In altri termini, in caso di modifica delle mansioni non è più necessario tenere conto del bagaglio professionale acquisito nel corso del rapporto di lavoro (equivalenza in senso sostanziale), essendo sufficiente accertare la riconducibilità delle nuove mansioni al medesimo livello e categoria legale di inquadramento rispetto alle precedenti (equivalenza in senso formale).  Per valutare se il caso concreto possa integrare o meno un'ipotesi di esercizio illegittimo dello ius variandi, e quindi una fattispecie di demansionamento, è dunque essenziale verificare previamente quale “versione” della disposizione in esame sia applicabile ratione temporis, potendone conseguire conclusioni del tutto opposte. Nel caso affrontato recentemente dalla Cassazione con l'ordinanza n. 16594 del 3 agosto 2020 qui in commento, una dipendente

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Divieto di discriminazione PDF Stampa E-mail

...per i lavoratori disabili
Un dipendente, affetto da disabilità e destinatario dei benefici previsti dalla legge 104/1992, era stato adibito a uno sportello di un ente, in modo continuativo e non saltuario, operante in turni di straordinario, compensati direttamente dai privati. Lo stesso, però, era stato escluso dalla turnazione, in maniera ingiustificata dall'ente, nonostante ricoprisse le stesse mansioni di tutti gli altri addetti al medesimo servizio. La Corte di cassazione lavoro, con l'ordinanza n. 14075/2020, ha condannato l'ente nei gradi di merito per aver

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Prescrizione PDF Stampa E-mail

Il demansionamento è un illecito permanente
La Corte di cassazione, con ordinanza n. 15814 del 23 luglio 2020, torna a pronunciarsi sul tema dell'exordium praescriptionis nell'ambito del demansionamento, e lo fa individuando il dies a quo di decorrenza del termine prescrizionale al momento della cessazione della condotta demansionante, trattandosi di un illecito di natura permanente, con ciò dando seguito all'orientamento giurisprudenziale sul punto già invalso e

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Collocamento in smart working dei lavoratori "fragili" PDF Stampa E-mail

La decisione passa anche per il medico competente
L'emergenza pandemica da SARS-COV-2 ha conferito al lavoro agile una nuova vita, ponendolo in cima alla piramide delle misure di tutela dei lavoratori; nato per ben altri fini ora, infatti, rappresenta la via principale per prevenire alla radice il rischio di contagio nei luoghi di lavoro e, per tale ragione, il legislatore in fase di conversione del D.L. n.34/2020, con la legge 17 luglio 2020, n.77, ha voluto ulteriormente esaltare tale funzione. In particolare, attraverso quest'ultimo provvedimento si è cercato di

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Nessun automatismo per il rimborso PDF Stampa E-mail

...delle spese legali al dipendente assolto
Deve esserci la diretta connessione dei fatti all'espletamento del servizio o all'assolvimento di obblighi istituzionaliIl rimborso al dipendente pubblico delle spese legali è strettamente connesso all'adempimento dei doveri istituzionali. Lo afferma la sesta sezione della Corte di cassazione con la sentenza n. 11014/2020. Il fatto  La Corte territoriale ha respinto l'appello di un dipendente statale confermando la pronuncia di primo grado con cui era stata respinta la domanda di rimborso delle spese legali sostenute per difendersi nel processo penale in cui era imputato per abuso

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Dirigenza medica PDF Stampa E-mail

Straordinari senza retribuzione extra ma con possibilità di risarcimento
Per i medici dirigenti pubblici non c'è automatismo tra orario straordinario e aumento della retribuzione se non è stabilito e quantificato prima. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16711/2020, ha rigettato il ricorso di alcuni dirigenti sanitari dipendenti pubblici nei confronti di una azienda ospedaliera universitaria; per i giudici di legittimità nel pubblico impiego privatizzato svolgere gli "straordinari" non fa nascere diritti retributivi ulteriori a quanto già previsto ma

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