Manovra PDF Stampa E-mail

Le proposte di Cgil, Cisl e Uil
Incrementare gli investimenti pubblici fino al 6% del Pil, riformare il fisco nel segno dell'equità e della lotta all'evasione, rilanciare il Mezzogiorno, potenziare ammortizzatori sociali e politiche attive, ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato tagliando stabilmente il cuneo contributivo/fiscale, garantire flessibilità al sistema previdenziale, migliorare le politiche sociali, rafforzare istruzione e ricerca e valorizzare l'amministrazione pubblica, a partire dal rinnovo dei contratti. Sono   le principali richieste della piattaforma sottoposta agli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, che sarà discussa con lavoratori e pensionati e presentata quindi al governo.  Le proposte sindacali sono suddivise in

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Aumenti nazionali fuori dai tetti al fondo decentrato PDF Stampa E-mail

... la  sezione Autonomie risolve il problema
Non ci sarà bisogno di aspettare l’approvazione del disegno di legge «concretezza» per escludere dai tetti di spesa del fondo decentrato gli aumenti stabiliti dal contratto nazionale. Il via libera è arrivato dalla sezione Autonomie della Corte dei conti, che nella delibera 19/2018 diffusa solo pochi giorni fa, ribadisce un concetto fondamentale per la gestione della spesa di personale: gli aumenti stabiliti a livello nazionale non possono finire per tagliare altre voci per rispettare un vincolo complessivo di spesa.

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Il singolo componente della Rsu PDF Stampa E-mail

... può  convocare  l’assemblea
La Suprema corte afferma che il diritto alle convocazioni di assemblee retribuite dei lavoratori, in forza del combinato disposto degli articoli 4 e 5 dell'accordo interconfederale 20 dicembre 1993 (istitutivo delle Rsu), rientra tra le prerogative non solo della Rsu nella sua componente collegiale, ma dei singoli componenti della medesima. Ciò a condizione che il componente della Rsu sia stato eletto nelle liste di una associazione sindacale dotata del requisito di rappresentatività alla luce dell'articolo 19 della legge 300/1970, secondo la lettura offertane dalla Corte costituzionale (sentenza 231/2013), per cui la sigla sindacale deve avere sottoscritto un contratto collettivo applicato nell'unità produttiva o aver partecipato, quantomeno, alla sua negoziazione. Con la sentenza 26011/2018 la Cassazione ritorna

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Utilizzazione di personale di altri enti PDF Stampa E-mail

Istruzioni per l'uso ...
I piccoli comuni possono dare corso alla utilizzazione di dipendenti di altri enti locali utilizzando nello stesso tempo la convenzione per la gestione associata ed il comma 557 della legge n. 311/2004, cioè al di fuori dell’orario di lavoro. In questa direzione vanno le indicazioni contenute nel parere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti del Molise n. 109/2017. Il parere ricorda che ad analoghe conclusioni è pervenuta l’Aran con il parere RAL 1554. In questo modo si ampliano le opportunità di utilizzazione flessibile del personale di altri enti da parte dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e delle unioni dei comuni.

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La pausa di 30 minuti PDF Stampa E-mail

Obbligatoria per chi lavora  più di sei ore. Le possibili deroghe ...
In tutte le amministrazioni pubbliche i dipendenti che hanno un orario di lavoro giornaliero superiore a 6 ore devono godere di una pausa minima di 30 minuti, fatte salve le prestazioni che per vincolo legislativo non possono essere interrotte e, negli enti locali, l'applicazione della possibilità offerta dall'articolo 13 del contratto 9 maggio 2o06 per i dipendenti in turno indicati espressamente. In questa direzione vanno le indicazioni dell'Aran, sia quelle che sono state fornite come risposta a quesiti posti sull'applicazione del nuovo contratto del personale delle funzioni centrali, sia quelle che sono state indicate in risposta alle richieste della Conferenza dei Presidenti delle Regioni.

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Senza repêchage PDF Stampa E-mail

... reintegra per il dipendente non idoneo
Scatta la reintegrazione in caso di recesso per giustificato motivo oggettivo intimato per sopravvenuta inidoneità fisica o psichica del lavoratore senza aver effettuato il repêchage. Con la sentenza 26675/2018 la Cassazione si è occupata di una lavoratrice licenziata per sopravvenuta inidoneità fisica allo svolgimento delle mansioni

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