Posizioni organizzative PDF Stampa E-mail

Aumento della retribuzione solo per incarichi già esistenti
Negli enti privi di dirigenza, l'esclusione dal computo del tetto del salario accessorio 2016 degli incrementi del costo per la retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa può avvenire solo per gli incarichi già in essere alla data del 21 maggio 2018. Il maggior importo che deriva da questi incrementi può essere compensato solo utilizzando la capacità assunzionale a tempo indeterminato e non anche i risparmi derivanti dalla mancata assunzione mediante l'istituto della «mobilità neutra». Possono così essere sintetizzate le conclusioni cui giunge la Corte dei conti Lombardia con la deliberazione n. 210/2019, in risposta a

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Nessun margine per nuove posizioni organizzative PDF Stampa E-mail

... dal riallineamento  retributivo  negli enti  senza  dirigenti
Il decreto Semplificazioni (Dl 135/2018) ha previsto la possibilità di poter incrementare le retribuzioni di posizione dei titolari di posizione organizzativa, nei soli enti privi di dirigenti, in base ai maggiori valori previsti dal nuovo contratto delle Funzioni locali, ma condizionando questa maggiore spesa a una equivalente riduzione della spesa per assunzioni a tempo indeterminato. I maggiori importi ottenuti, considerati dal legislatore fuori dai

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Stop agli incarichi nella Pa PDF Stampa E-mail

... anche ai lavoratori autonomi in pensione
In attesa della conclusione dell'iter dei decreti attuativi sulle partecipate in considerazione di una non chiara definizione sui limiti agli incarichi gratuiti per i lavoratori in pensione, l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali del Viminale ha elaborato un atto di indirizzo e di orientamento per gli enti locali. Nella determinazione viene precisato che dal perimetro di applicazione della normativa sul divieto di conferimento di incarichi, se non gratuiti, vanno escluse

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Nessun taglio all'assegno PDF Stampa E-mail

... che «compensa» le perdite del segretario trasferito in mobilità ad altre funzioni
Dato il divieto di reformatio in peius del trattamento economico acquisito in caso di mobilità o trasferimento del segretario comunale presso altro ente pubblico, l'eventuale differenza economica deve essere conservata mediante corresponsione di un assegno ad personam da riassorbire mediante i successivi rinnovi contrattuali, ovvero attraverso emolumenti disposti dalla contrattazione collettiva per la generalità dei dipendenti. Al di fuori di queste ipotesi, l'amministrazione di destinazione o cessionario, non ha alcun titolo per riassorbire l'assegno ad personam in caso di svolgimento delle funzioni vicarie di dirigente la cui disciplina ed indennità sono rimesse alla contrattazione integrativa e, quindi, al di fuori delle ipotesi di riassorbimento. Queste sono le indicazioni confermate dalla Cassazione nell'ordinanza n. 14688/2019.

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Superamento del periodo del comporto PDF Stampa E-mail

Metodo di calcolo del periodo di comporto determinato in mesi
In riferimento al licenziamento per superamento del periodo di comporto, la Corte di Cassazione, con la sentenza n.9751 del 2019, ha chiarito che il computo del periodo di conservazione del posto previsto dai contratti collettivi va effettuato in funzione del calendario comune, quindi dei giorni effettivi, salvo diversa indicazione del contratto o diversa pattuizione esplicita delle parti; nella sentenza, si chiarisce

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Non sempre le ferie PDF Stampa E-mail

... bloccano il superamento del comporto
La Cassazione torna a occuparsi del licenziamento del lavoratore in malattia. Con due pronunce che sembrano rafforzare la posizione del datore di lavoro, pur nel quadro di una giurisprudenza che definisce in modo rigoroso gli oneri da soddisfare perché il recesso sia considerato legittimo. Nell’ordinanza 10725 del 17 aprile scorso, la Corte ha ribadito che il dipendente malato può richiedere la fruizione delle ferie già maturate per evitare il licenziamento che conseguirebbe al decorso del periodo di comporto. Ma, precisa la Cassazione, non c’è un obbligo del datore di accogliere la richiesta, se ci sono particolari ragioni organizzative. Nella sentenza 7641 del 19 marzo scorso, invece, la Corte ha ribadito che

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